Sostituire gli infissi è uno degli interventi con il miglior rapporto tra costo e beneficio, ma il risultato dipende quanto dal serramento anche dalla posa in opera: un infisso di alta gamma posato male disperde più di un infisso medio posato a regola d'arte.
Sul materiale, il confronto è fra PVC, alluminio a taglio termico e legno: cambiano trasmittanza, comportamento acustico, durata, manutenzione e costo. Le fasce di prezzo dei principali produttori si muovono indicativamente fra 350 e 1.300 euro a finestra secondo posizionamento e prestazione.
Il vetro è spesso la parte più sottovalutata: il valore Ug e il fattore solare g determinano quanto calore si perde d'inverno e quanto ne entra d'estate. Un triplo vetro non è automaticamente la scelta migliore in ogni esposizione e in ogni clima.
In condominio la sostituzione apre una questione ulteriore: decoro architettonico, maggioranze assembleari necessarie e ripartizione della spesa fra parti comuni e private. Conoscere l'iter evita delibere impugnabili e lavori bloccati.
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Domande frequenti
PVC, alluminio o legno: quale conviene?
Il PVC offre il miglior rapporto tra prestazione termica e prezzo, l'alluminio a taglio termico consente grandi luci e profili sottili, il legno garantisce resa estetica e ottime prestazioni ma richiede manutenzione. La scelta dipende da budget, esposizione e vincoli architettonici.
Quanto incide la posa sulla prestazione finale?
Molto: i ponti termici e le infiltrazioni d'aria sul giunto di posa possono annullare buona parte del vantaggio del serramento. Una posa certificata, con controllo della tenuta all'aria interna ed esterna, è parte integrante del risultato.
Serve la delibera assembleare per cambiare gli infissi in condominio?
Per le finestre di proprietà esclusiva non serve autorizzazione, ma occorre rispettare il decoro architettonico dell'edificio: se il modello o il colore alterano l'aspetto della facciata è necessario il confronto con l'assemblea. Per gli interventi sulle parti comuni la delibera è invece indispensabile.
