
Come abbiamo scelto i 5 produttori
Il mercato italiano dei serramenti vale, secondo le stime più recenti di Centro Studi Anfit e delle principali associazioni di filiera, oltre 4 miliardi di euro l'anno, con una domanda trainata dalla riqualificazione energetica del patrimonio esistente. In un'offerta frammentata tra migliaia di produttori e serramentisti, la redazione ha selezionato cinque marchi con presenza capillare in Italia, certificazioni di prodotto verificabili, reti di posa qualificate e una storia industriale consolidata. La selezione è redazionale e indipendente: nessun marchio ha pagato per comparire in questa lista.
I criteri adottati sono stati: prestazioni termiche e acustiche dichiarate e certificate, ampiezza della gamma (PVC, alluminio, legno e sistemi misti), garanzie offerte, disponibilità di ricambi e assistenza post-vendita, e rapporto tra qualità e prezzo praticato dalla rete vendita italiana. I prezzi indicati sono ordini di grandezza rilevati sul mercato e possono variare sensibilmente in base a zona, misure e finiture.
I 5 migliori produttori di serramenti in Italia
1. Internorm
Azienda austriaca fondata nel 1931, Internorm è il riferimento europeo del segmento premium ed è storicamente associata allo standard CasaClima e alla casa passiva. La gamma copre PVC, PVC-alluminio e legno-alluminio, con sistemi a triplo vetro di serie su gran parte dei modelli e valori di trasmittanza tra i più bassi del mercato, fino a Uw inferiori a 0,8 W/m²K sulle serie top.
I punti di forza sono l'integrazione con sistemi di oscuramento e domotica, la ferramenta di sicurezza e la rete di partner commerciali selezionati. Il prezzo è coerente con il posizionamento: una finestra in PVC-alluminio di fascia alta può superare 900-1.200 euro al pezzo nelle misure standard, posa esclusa. Garanzia estesa su profili e vetri tramite la rete ufficiale.
2. Finstral
Gruppo altoatesino tra i maggiori produttori europei, Finstral controlla direttamente l'intera filiera: profili, vetrate, tapparelle e persino le verniciature. È tra i pochi marchi a offrire tutti i materiali — PVC, legno, alluminio e combinazioni miste — con un configuratore che consente di comporre telaio per telaio. Molto apprezzata la versione con vetro a tutto tondo incollato, che aumenta rigidità e sicurezza antieffrazione.
La rete di vendita italiana è capillare, soprattutto al Centro-Nord, e l'assistenza è gestita da rivenditori certificati. I prezzi si collocano nella fascia medio-alta: indicativamente 600-1.000 euro per una finestra a due ante con triplo vetro. Garanzie fino a 10 anni su molti componenti, secondo le condizioni pubblicate dal produttore.
3. Schüco
Schüco, gruppo tedesco attivo da oltre settant'anni, è sinonimo di sistemi in alluminio per facciate, finestre e scorrevoli, oltre a una gamma PVC completa. È il marchio più specificato dai progettisti per edilizia direzionale e residenziale di pregio: profili a taglio termico con sezioni ridotte, scorrevoli alzanti di grandi dimensioni e integrazione con automatismi e building automation.
In Italia Schüco opera attraverso una rete di serramentisti partner formati e certificati, un modello che garantisce qualità di posa ma richiede di verificare il rivenditore. Prezzi nella fascia alta: sistemi in alluminio a taglio termico da 700-1.300 euro a finestra, scorrevoli di grande luce oltre i 2.000 euro al mq. Solide le certificazioni di resistenza a carico del vento e tenuta all'acqua.
4. Oknoplast
Gruppo polacco tra i principali produttori europei di finestre in PVC, Oknoplast ha costruito in Italia una rete di centri autorizzati tra le più estese. Il posizionamento è quello del miglior rapporto qualità/prezzo nel segmento medio-alto: profili multicamera, rinforzi in acciaio, estetica curata con saldature quasi invisibili e un'ampia scelta di finiture effetto legno.
Molto competitive le prestazioni: doppio e triplo vetro con canaline termiche, abbattimenti acustici fino a oltre 40 dB sulle configurazioni dedicate e certificazioni antieffrazione. I prezzi praticati dalla rete italiana partono indicativamente da 400-600 euro per una finestra a due ante in PVC, rendendo il marchio una scelta frequente nelle ristrutturazioni di interi appartamenti.
5. Veka
Veka, multinazionale tedesca tra i maggiori estrusori di profili in PVC al mondo, fornisce i sistemi a una fitta rete di serramentisti italiani che producono e installano il serramento finito. È il classico brand di filiera: la qualità finale dipende dalla combinazione tra profilo Veka — riconosciuto per stabilità, spessori e riciclabilità — e la competenza del serramentista locale.
I sistemi più diffusi in Italia coprono esigenze dal residenziale standard alla riqualificazione energetica, con trasmittanze adeguate alle detrazioni e profili fino a oltre 80 mm di profondità. Il prezzo è il punto di forza: finestre in PVC di buona fattura a partire da 350-500 euro al pezzo, con un ottimo equilibrio tra costo, durata e assenza di manutenzione.
Tabella comparativa dei 5 produttori
| Marchio | Materiali | Posizionamento | Punti di forza | Fascia di prezzo* |
|---|---|---|---|---|
| Internorm | PVC, PVC-alluminio, legno-alluminio | Premium | Triplo vetro, casa passiva, domotica | 900-1.200 €/finestra |
| Finstral | PVC, legno, alluminio, misti | Medio-alto | Filiera integrata, vetro incollato | 600-1.000 €/finestra |
| Schüco | Alluminio, PVC | Premium | Grandi luci, facciate, design | 700-1.300 €/finestra |
| Oknoplast | PVC | Medio | Rapporto qualità/prezzo, estetica | 400-600 €/finestra |
| Veka | PVC | Medio | Rete capillare, prezzo competitivo | 350-500 €/finestra |
*Prezzi indicativi per finestra a due ante, misura standard, posa esclusa. Rilevazione redazionale: i listini reali variano per regione, rivenditore e configurazione.
Come scegliere gli infissi giusti per il proprio progetto
Al di là del marchio, la scelta corretta parte dalle prestazioni richieste. I parametri da confrontare sul preventivo sono sempre gli stessi:
- Trasmittanza termica Uw: sotto 1,1 W/m²K si ottengono buone prestazioni invernali in gran parte d'Italia; per le zone climatiche più fredde e per la detrazione occorre verificare i limiti previsti.
- Abbattimento acustico: in centro urbano o vicino a strade trafficate servono vetri stratificati fonoassorbenti e almeno 38-42 dB dichiarati.
- Classe antieffrazione: la certificazione RC2 è ormai lo standard minimo consigliato al piano terra e ai piani accessibili.
- Posa in opera: conta quanto il serramento. Un montaggio a regola d'arte con controtelaio, nastri e schiume appropriate evita ponti termici e infiltrazioni: fasi, costi e controlli sono nella nostra guida alla posa in opera certificata.
Chi sta valutando anche l'involucro opaco trova utile il confronto tra i materiali per il cappotto termico, mentre per i sistemi costruttivi in bioedilizia il riferimento è la nostra guida all'edilizia in legno X-Lam.
Prezzi e detrazioni fiscali nel 2026
Sul fronte economico, la sostituzione completa degli infissi di un appartamento di 90-100 mq (7-9 finestre più portafinestra) richiede un budget indicativo tra 6.000 e 15.000 euro posa inclusa, a seconda di materiale e marchio. L'intervento, se migliora la trasmittanza nel rispetto dei requisiti tecnici, può accedere all'Ecobonus oppure, all'interno di una ristrutturazione più ampia, al bonus ristrutturazione 2026; la stessa spesa non è mai cumulabile su due canali agevolativi.
Per inquadrare la voce infissi nel budget complessivo dei lavori, rimandiamo all'analisi dei costi di ristrutturazione al mq nel 2026, con prezzi aggiornati voce per voce. Attenzione infine alla documentazione: servono fatture con descrizione dettagliata, bonifico parlante e, per gli interventi energetici, la trasmissione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.
«Il serramento migliore non è il più costoso: è quello posato meglio, con prestazioni certificate e coerenti con il clima e con il contesto dell'edificio.»
Domande frequenti sui produttori di serramenti
Qual è il miglior produttore di serramenti in Italia?
Non esiste un vincitore assoluto: Internorm e Finstral dominano il segmento premium per isolamento termico, Schüco è il riferimento per l'alluminio, Oknoplast e Veka offrono il miglior equilibrio tra qualità e prezzo nel PVC.
Quanto costano i serramenti di buona qualità nel 2026?
Per una finestra a due ante con doppio vetro si parte da circa 350-500 euro per il PVC di fascia media e si arriva a 700-1.200 euro per profili premium o alluminio-legno, posa esclusa. Il triplo vetro aggiunge in media il 15-25%.
Meglio PVC, alluminio o legno per gli infissi?
Il PVC offre il miglior rapporto isolamento/prezzo e zero manutenzione; l'alluminio a taglio termico è ideale per grandi luci e profili sottili; il legno e il legno-alluminio danno il massimo di isolamento ed estetica ma richiedono più cura.
I serramenti nuovi rientrano nelle detrazioni fiscali 2026?
Sì: la sostituzione con miglioramento della trasmittanza rientra nell'Ecobonus, oppure nel bonus ristrutturazione se inserita in un cantiere più ampio. La stessa spesa non può essere detratta due volte.
Fonti: documentazione tecnica e listini pubblici dei produttori citati; stime di mercato ANFIT e UNICMI; norma UNI EN 14351-1 sulla marcatura CE di finestre e porte; guide Agenzia delle Entrate ed ENEA sulle detrazioni. La selezione dei marchi è redazionale e indipendente: nessun produttore ha contribuito economicamente a questo articolo. I prezzi sono ordini di grandezza indicativi.